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lunedì 11 giugno 2018

Aiuta un editore #1: Il libro è buono ma l’autore… no!


o dei tanti dubbi del mestiere


Dialogo possibile fra un editore e un suo potenziale autore
E. Il tuo libro è piaciuto alla nostra redazione!
S. Beh, lo immaginavo…
E.
S.
E. C’è però un bel lavoro di editing da fare.
S. Cioè?!
E. Beh, il libro è potenzialmente interessante ma ci sono dei problemi strutturali. Niente di irrisolvibile ma dovremo lavorarci.
S. Ma di che problemi stai parlando?
E. Nel corso della storia ci sono delle incongruenze. Alcuni personaggi, poi,  risultano un po’ deboli. Su questo e sul resto avremo comunque modo di discutere…
S. Sul resto?!
E. Sì.
S. Mi meraviglio di te che dici di essere un “editore”. Non hai capito che quello di cui mi parli è frutto di una ben precisa scelta? Non vedi che si tratta del mio personalissimo stile? Di un valore aggiunto?!
E. Sono errori.
S. Macché errori! È tutto voluto.
E. Anche se lo hai voluto è sbagliato.
S. Che arroganza!
E. ...
S. Dilettante!
E.

Il libro è buono ma l’autore no. Che fare? 

martedì 25 aprile 2017

L’ALBA del MONDO. Una nuova visione

#scrivoconarte - esercizi di scrittura per scrittori non convenzionali




Dopo un lungo periodo di isolamento il Giappone, nella seconda metà dell’Ottocento, si aprì al commercio con l’Occidente. Grazie ai rinnovati scambi, anche l’arte giapponese si fece conoscere, suscitando grandissimi entusiasmi tra collezionisti e artisti. In Francia si scatenò una vera corsa ad accaparrarsi opere d’arte del Sol Levante, obbedendo a quella che ancora oggi viene definita come la moda del Giapponismo
 

Alcuni tra i più grandi artisti dell’epoca restarono folgorati dalla scoperta di un modo completamente diverso di rappresentare il mondo e l’arte giapponese, con i suoi grandi maestri Hokusai, Hiroshige, Utamaro, entrò non solo nelle loro opere, ma anche nello sguardo, influenzando la rappresentazione. 
 

Ritratto dello scrittore Zola (1868) di Edouard Manet, sulla parete, stampe giaponesi



“I colori sono accesi, piatti, accostati in modo inconsueto. La resa spaziale è del tutto inedita, con scorci e punti di vista insoliti (angolati, dal basso o dall'alto ‘a volo d'uccello’) e una liberatoria ‘ignoranza’ delle regole della prospettiva. Le linee dominati, tese e ondulate, imprimono vitalità e movimento alle immagini. I soggetti sono variati, e propongono il mondo fluttuante nel suo articolato ed effimero dispiegarsi.”

Il punto di vista a volo d'uccello in Hokusai, Monet e Whistler:


Esercizio  1: Scegliete un punto di vista completamente nuovo per descrivere qualcosa che fa parte della vostra quotidianità (es. descrivete quello che vedete dalla finestra di casa da un diverso piano del vostro palazzo; salite su una sedia e descrivete la vostra stanza ecc.)
Esercizio 1bis: cercate in rete una ripresa da drone della vostra città o di un luogo a voi familiare e descrivetelo attraverso lo sguardo del drone (molto stimolante!).

e ora... guardando Hiroshige e Van Gogh a confronto, provate il secondo esercizio!


Esercizio 2: Provate a immaginare un taglio diverso nella descrizione di uno o più oggetti quotidiani (es. solo una parte di albero: due rami che inquadrino qualcosa di lontano; metà della vostra finestra; solo una parte del vostro corpo immerso nella vasca da bagno ecc.)

in rete...

Da Paul Gauguin a Vincent  Van Gogh, da Manet a Monet, da Renoir e Pissarro a Klimt, divertitevi a scoprire le infinite suggestioni dall’arte del Sol Levante, mettendo a confronto le loro opere con quelle più famose dei maestri giapponesi… resterete sorpresi!

Dalia edizioni: #scrivoconarte 4



Credits: http://www.italipes.com/schedadidattica17.htm

mercoledì 5 aprile 2017

Eugène Boudin: “Nuotare in pieno cielo, fino alla tenerezza delle nuvole.”





I cieli di Boudin, meravigliosi e anticipatori di quello che sarà il meglio dell’Impressionismo, ci forniscono una splendida occasione per allenare ancora una volta il nostro sguardo di scrittori
Si abbassa la linea d’orizzonte e il cielo diventa protagonista assoluto della visione.


In Boudin ogni cielo dona un’atmosfera diversa, incide fisicamente ed emotivamente sulla scena. Il temporale in arrivo trasporta una pesantezza quasi clustrofobica; la corsa di nuvole bianche ci solleva da terra; un tetto scuro e compatto ci schiaccia, il vento che corre sul mare lo travolge e ci agita. Il tempo del giorno, dell’anno e il tempo atmosferico di quel preciso momento fermato da Boudin generano una luce che dona un senso irripetibile a tutte le cose.


Scrive Baudelaire  proposito dei cieli di Boudin: “Queste nuvole dalle forme fantastiche e luminose […] queste immensità verdi e rosa sospese o sovrapposte, queste fornaci spalancate, questi firmamenti di sete nere e violette, arrotolati o lacerati, tutte queste profondità, tutti questi splendori danno alla testa come una bevanda inebriante o l’oppio”.



Esercizio 1: Alleniamo lo sguardo – descriviamo questo preciso, irripetibile, momento del mondo
Alziamo lo sguardo al cielo, rendiamolo protagonista, come Boudin. Abbassiamo la linea d’orizzonte nella nostra descrizione e raccontiamo quello che vediamo facendo attenzione ad avvolgere tutto nella stessa atmosfera data da quella luce particolare e da quel particolare passaggio di nuvole.
Esercizio 2: Alleniamo l'immaginazione
Di nuovo con gli occhi al cielo, descriviamo il passaggio delle nuvole come specchio del nostro sentire.





giovedì 30 marzo 2017

Lettori tutto NASO



Il lettore non si arrende alla rivoluzione digitale: la “magia” dei libri si insinua nella trama della carta e tra i segni dell’inchiostro.

Provate a chiedere a un lettore cosa ama di un libro, della sua fisicità… vi risponderà con sguardo perso: “Ah, l’odore della carta!”.
Ma la fisicità del libro, la sua bellezza è molto di più; è la cura di tanti aspetti diversi: dalla scelta carta, alla rilegatura, dal carattere all’impaginazione, dal dorsetto ai dettagli in copertina ecc. ecc. tutto concorre a rendere possibile la magia...
Il “tipografo è un’artista” afferma Paul Valery, perché al cospetto di un lavoro ben fatto “se la carta va d’accordo con l’inchiostro, se il carattere ha un bell’aspetto, se la composizione è accurata, il foglio ben stampato, l’autore sente il suo linguaggio, il suo stile”. La sua voce diventa più forte, chiara, e quello che ha scritto finisce per sorprenderlo...



Qualcuno di voi l’ha provato? La “magia” dei libri non sta tutta nel contenuto, ma si insinua nella trama della carta e tra i segni dell’inchiostro. La fisicità è parte integrante della magia allora? Sarà per questo che il vero lettore non può arrendersi definitivamente alla rivoluzione digitale?
Ne parleremo, seri e divertiti come sempre, domani, venerdì 31 marzo, dalle 16.30 alle 17.30 a Dalia on air, su Radio Galileo. State con noi?

www.radiogalileo.it per scoprire le tue frequenze o ascoltarci in streaming…
www.daliaedizioni.it
DALIA è ON AIR!
 

Paul Valéry, Scritti sull'arte, Tea Arte, 1996