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martedì 25 aprile 2017

L’ALBA del MONDO. Una nuova visione

#scrivoconarte - esercizi di scrittura per scrittori non convenzionali




Dopo un lungo periodo di isolamento il Giappone, nella seconda metà dell’Ottocento, si aprì al commercio con l’Occidente. Grazie ai rinnovati scambi, anche l’arte giapponese si fece conoscere, suscitando grandissimi entusiasmi tra collezionisti e artisti. In Francia si scatenò una vera corsa ad accaparrarsi opere d’arte del Sol Levante, obbedendo a quella che ancora oggi viene definita come la moda del Giapponismo
 

Alcuni tra i più grandi artisti dell’epoca restarono folgorati dalla scoperta di un modo completamente diverso di rappresentare il mondo e l’arte giapponese, con i suoi grandi maestri Hokusai, Hiroshige, Utamaro, entrò non solo nelle loro opere, ma anche nello sguardo, influenzando la rappresentazione. 
 

Ritratto dello scrittore Zola (1868) di Edouard Manet, sulla parete, stampe giaponesi



“I colori sono accesi, piatti, accostati in modo inconsueto. La resa spaziale è del tutto inedita, con scorci e punti di vista insoliti (angolati, dal basso o dall'alto ‘a volo d'uccello’) e una liberatoria ‘ignoranza’ delle regole della prospettiva. Le linee dominati, tese e ondulate, imprimono vitalità e movimento alle immagini. I soggetti sono variati, e propongono il mondo fluttuante nel suo articolato ed effimero dispiegarsi.”

Il punto di vista a volo d'uccello in Hokusai, Monet e Whistler:


Esercizio  1: Scegliete un punto di vista completamente nuovo per descrivere qualcosa che fa parte della vostra quotidianità (es. descrivete quello che vedete dalla finestra di casa da un diverso piano del vostro palazzo; salite su una sedia e descrivete la vostra stanza ecc.)
Esercizio 1bis: cercate in rete una ripresa da drone della vostra città o di un luogo a voi familiare e descrivetelo attraverso lo sguardo del drone (molto stimolante!).

e ora... guardando Hiroshige e Van Gogh a confronto, provate il secondo esercizio!


Esercizio 2: Provate a immaginare un taglio diverso nella descrizione di uno o più oggetti quotidiani (es. solo una parte di albero: due rami che inquadrino qualcosa di lontano; metà della vostra finestra; solo una parte del vostro corpo immerso nella vasca da bagno ecc.)

in rete...

Da Paul Gauguin a Vincent  Van Gogh, da Manet a Monet, da Renoir e Pissarro a Klimt, divertitevi a scoprire le infinite suggestioni dall’arte del Sol Levante, mettendo a confronto le loro opere con quelle più famose dei maestri giapponesi… resterete sorpresi!

Dalia edizioni: #scrivoconarte 4



Credits: http://www.italipes.com/schedadidattica17.htm

domenica 9 aprile 2017

Letteratura e Resistenza: "I partigiani non c’erano"



Germano Rubbi
 “Un romanzo capace di scuotere le coscienze”


Giovedì 20 aprile, ore 18, Feltrinelli Point (via C. Battisti 9 - Terni)
 Incontro con l’autore


 A pochi giorni dalle celebrazioni del 25 aprile, come impulso al pensiero critico sulla Resistenza, segnaliamo il racconto di un episodio terribile, realmente accaduto in Umbria nell’aprile 1944, un eccidio, dettagliatamente ricostruito grazie alle testimonianze dei sopravvissuti

Un caporale dell’aviazione tedesca, un maggiore della Wehrmacht schiavo della sua ambizione, un giovane podestà mite ma deciso, un mulattiere divenuto partigiano più per ribellione che per ideologia, un ragazzino di otto anni con un’idea confusa della guerra, un colonnello fascista che non si rassegna alla sconfitta imminente sono gli attori principali di questa storia capace di scuotere le coscienze.



I dati ufficiali raccolti nell’archivio militare tedesco di Friburgo, le testimonianze dei sopravvissuti si intrecciano in una storia che, dall’iniziale, apparente quiete di una vita quasi normale, culmina in un dramma di follia e crudeltà.
 Da I Partigiani non c’erano:
“Simoneschi si svegliò di soprassalto con il cuore in gola e un urlo in testa: “No!”. Istintivamente si affacciò alla finestra, sperando che fosse stato solo un sogno. In cuor suo, sapeva bene che quello sentito poco prima era il rumore di una lunga scarica di mitragliatrice. In piazza non c’era nessuno, ma le luci delle abitazioni che vi si affac­ciavano si stavano accendendo tutte, comandate da un unico impulso.”

ANTEPRIMA GOOGLE LIBRI: QUI
 

Germano Rubbi
I Partigiani non c'erano (romanzo)
Dalia edizioni
pp. 280

Sul tema della Resistenza, tra i titoli Dalia edizioni, segnaliamo anche:

Regista, autore e interprete, si occupa di teatro dai primi anni Novanta. Dopo gli studi universitari in lettere (arti e scienze dello spettacolo) indirizza la sua attività di regista verso la rilettura dei grandi autori della commedia italiana come Ruzante, Bibbiena, Machiavelli, Bruno, Goldoni. A partire dai primi anni del duemila la sua attività di autore si sdoppia rivolgendosi, al contempo, alla scrittura di commedie (una delle quali dal titolo “La zuffa è servita” nel 2011 viene tradotta in inglese e replicata con la sua regia negli USA), e alla realizzazione di spettacoli di “narrazione” a carattere storico contemporaneo. La sua attività di autore lo porta spesso a giustapporre i documenti ufficiali alle testimonianze dirette per ricostruire i fatti evidenziando, in questo modo, gli aspetti non contenuti nelle cronache.

mercoledì 5 aprile 2017

Eugène Boudin: “Nuotare in pieno cielo, fino alla tenerezza delle nuvole.”





I cieli di Boudin, meravigliosi e anticipatori di quello che sarà il meglio dell’Impressionismo, ci forniscono una splendida occasione per allenare ancora una volta il nostro sguardo di scrittori
Si abbassa la linea d’orizzonte e il cielo diventa protagonista assoluto della visione.


In Boudin ogni cielo dona un’atmosfera diversa, incide fisicamente ed emotivamente sulla scena. Il temporale in arrivo trasporta una pesantezza quasi clustrofobica; la corsa di nuvole bianche ci solleva da terra; un tetto scuro e compatto ci schiaccia, il vento che corre sul mare lo travolge e ci agita. Il tempo del giorno, dell’anno e il tempo atmosferico di quel preciso momento fermato da Boudin generano una luce che dona un senso irripetibile a tutte le cose.


Scrive Baudelaire  proposito dei cieli di Boudin: “Queste nuvole dalle forme fantastiche e luminose […] queste immensità verdi e rosa sospese o sovrapposte, queste fornaci spalancate, questi firmamenti di sete nere e violette, arrotolati o lacerati, tutte queste profondità, tutti questi splendori danno alla testa come una bevanda inebriante o l’oppio”.



Esercizio 1: Alleniamo lo sguardo – descriviamo questo preciso, irripetibile, momento del mondo
Alziamo lo sguardo al cielo, rendiamolo protagonista, come Boudin. Abbassiamo la linea d’orizzonte nella nostra descrizione e raccontiamo quello che vediamo facendo attenzione ad avvolgere tutto nella stessa atmosfera data da quella luce particolare e da quel particolare passaggio di nuvole.
Esercizio 2: Alleniamo l'immaginazione
Di nuovo con gli occhi al cielo, descriviamo il passaggio delle nuvole come specchio del nostro sentire.





lunedì 3 aprile 2017

La neve NON è bianca

Andare oltre lo stereotipo
Se vi chiedessi di descrivere un uccellino appoggiato su una staccionata in mezzo a un paesaggio inondato di neve, cosa scrivereste?
Riflettete un attimo e immaginate la scena e le vostre parole... STOP!
Guardate questo: è "La gazza" di Claude Monet.


Guardate bene la neve: non è bianca ma vibra di una gamma sorprendente di colori! E ora scopriamo la meraviglia di "Coucher de soleil sur la neige à Lavacourt", sempre di Monet, intrisa di un gelido azzurro:


La realtà sa stupirci con una ricchezza straordinaria se siamo in grado di guardarla. Proviamo a relazionarci con il mondo al di là degli stereotipi, alleniamo il nostro sguardo, per essere in grado di relagare ai nostri lettori un punto di vista nuovo, qualcosa di originale, capace di meravigliare e forse anche di restare indimenticabile.
Se la descrizione della neve immaginata all'inizio suonava più o meno così: "Un uccello, una piccola macchia scura come un accento nel bianco vasto del paesaggio", provate ora a descrivere questi due quadri di Monet. Scoprirete, attraverso il suo sguardo, la grande possibilità di ricchezze che stavate forse trascurando.


Esercizio di scrittura: 
ALLENIAMO LO SGUARDO con la descrizione minuziosa de "La gazza" di Claude Monet

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