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domenica 23 settembre 2018

Ci vuole coraggio per essere #LiberisullaCarta


 
 14, 15, 16 settembre 2018: sono stati tre giorni importanti per noi, tre giorni trascorsi a Rieti per la prima edizione reatina del Festival che ci ha tenuto a battesimo quasi cinque anni fa in quel di Farfa. Cambia la sede ma resta l’anima indipendente, vivace, libera e coraggiosa della manifestazione.


E il coraggio, cuore del payoff di quest’anno con l’hashtag #civuolecoraggio, rappresenta la stella polare per chi si imbarca nei mari agitati dell’editoria indipendente.


Guai a cedere alle lusinghe del mercato perché il mercato non è per noi. Guai a scodinzolare dietro l’interesse del momento perché ci sarà sempre chi arriva prima e fa la voce grossa. Guai a star troppo dietro ai consigli degli esperti che a parole sono tutti bravi.
E allora? 

E allora resta il più difficile che però è anche il meglio. Restano le scelte controcorrente, quelle con le quali è facile sbagliarsi, quelle che sono le tue e di nessun altro, resta lo spazio della creatività e dei progetti innovativi, visionari, resta l’esercizio dell’intelligenza e dell’immaginazione, resta la scoperta, a volte l’invezione del nuovo: resta essere liberi, sulla carta e non solo, liberi e coraggiosi.
Ogni anno, essere a Liberi sulla Carta ci ricorda questo. Le proposte degli altri editori, le letture, gli ospiti, l’entusiasmo e l’intelligenza di chi fa cultura con passione, allegria, gioia della condivisione e mai con spocchia e presunzione rappresentano, tra le innumerevoli difficoltà di questo lavoro, una boccata d’ossigeno, un’iniezione di entusiasmo. 

Come sempre, già non vediamo l’ora che arrivi la prossima edizione. Grazie #LiberisullaCarta
 

martedì 3 aprile 2018

Il nostro sogno. Omaggio a Martin Luther King


Il 4 aprile 1968, esattamente 50 anni fa, veniva assassinato Martin Luther King. Moriva l’uomo ma non il suo sogno: quello di una società più libera, più giusta, ispirata al principio della fratellanza. 


 "Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi!"

Martin Luther King non era solo. Il 28 agosto del 1963, quando pronunciò il suo discorso destinato all’immortalità, lo fece davanti a una folla di 250.000 persone. Quel giorno il sogno di King era il sogno di milioni di donne e di uomini. L’emozione, la forza, la passione che quegli uomini e quelle donne hanno provato per il fatto di essere lì, insieme, noi oggi la possiamo solo immaginare ma quello che è certo è che la loro visione condivisa del futuro, condensata in quel momento preciso della storia, è stata così potente da cambiare il corso degli eventi.



Come ci ricorda John Steinbeck in Furore: "Ecco il nodo, per voi che odiate il cambiamento e temete la rivoluzione. […] Ecco dov’è il pericolo, perché due uomini non sono soli e confusi quanto può esserlo uno. E da questo primo ‘noi’ nasce una cosa ancor più pericolosa[…]”

Il discorso del Lincoln Memorial di Washington mantiene intatta la capacità emozionarci, sorprenderci e commuoverci, il disegno di un mondo in cui la discriminazione sia solo un ricordo si specchia nelle nostre convinzioni ma, a rivederlo oggi, quello che ci fa vibrare è la circolazione di un sentire che non è senso comune ma sogno condiviso che assume i contorni della realtà: “Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di pregare insieme, di lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi”.

Lasciandoci ispirare dall’uomo e dal sogno, per il nostro oggi e per il nostro domani, guardando alla società contemporanea in cui la disuguaglianza e l’ingiustizia cambiano nella forma ma non nella sostanza, vogliamo pensare che saremo ancora in grado di alzare la testa per incontrare lo sguardo dei nostri vicini, che sapremo ascoltarli e parlargli perché dal confronto capiremo che ci sono altri sguardi, altre possibilità e così migliorarci, contro l’individualismo esasperato di una società che ci rinchiude nello sterile recinto di noi stessi.
#ihaveadream - Anche noi abbiamo un sogno, oggi, riconquistare la capacità di progettare, insieme agli altri, il mondo in cui vogliamo vivere.
(alla ricerca di risposte per le 5 domande del #SalTo18)