Dalia Edizioni Libri e Pubblicazioni di qualità

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mercoledì 16 maggio 2018

Un giorno, tutto questo sarà la possibilità stessa della nostra indipendenza #SalTo18


Confusione di carta, confusione di storie, confusione di gente, parole, colori. Comunicazioni efficaci, messaggi sghembi, fuori fuoco. La voce dell’editoria indipendente piano pianissimo forte fortissimo. A volte la senti, altre ti sembra solo perché i grandi strillano e tutti insieme battono il passo. Sotto sotto però sta un groviglio che invece è una trama e che devi essere tenace e curioso un bel po’ per fermarti a dipanarlo. Se lo fai ti accorgi che è in quella confusione solo apparentemente indistinta che circolano le idee: idee vecchie, idee nuove, idee semidigerite, restituite, a volte folgoranti, luminose, incandescenti. Quando finalmente le vedi, devi stare attento a non farti travolgere! Non tutto è bello, non tutto brilla, non tutto è compiuto in questo mondo variegato ma c’è la dinamicità propria di ciò che è vivo. Qui è il nostro pensiero che vive.

Oggi, tutto questo è il possibile scarto all’omologazione.   
Un giorno, tutto questo sarà la possibilità stessa della nostra indipendenza.
Grazie Torino, Grazie SalTo18!

Dalia cresce con il lavoro di squadra e, alla fine del Salone, un ringraziamento di cuore va a tutti i nostri collaboratori e ai nostri autori, molti dei quali hanno condiviso con noi la splendida avventura di #SalTo18 ...
Alla prossima!

#spazioaglindipendenti 

 

venerdì 26 maggio 2017

La lettura come piacere irrinunciabile: Dalia a #SalTo30



Entrare da espositori al Salone Internazionale del Libro di Torino il giorno prima che tutto abbia inizio.
Un’idea da appendere alle pareti, da esporre sul banco, da raccontare. Non un’idea qualunque; un’idea che è un obiettivo, un sogno, una meta verso cui tendere: rendere la lettura un piacere irrinunciabile.


Così, mentre squadre di operai stendono moquette fucsia sotto i nostri piedi, i nostri piedi salgono su una scala per sostituire allo spazio neutro del nostro box 2x4, quello aperto di prati verdi e cieli azzurri dove la vita palpita come tra le pagine di un romanzo, dove tutto quello che respira prende forma da un libro… perché “è tra le parole su qualche fragile foglio” che batte il nostro cuore.


E mentre saliamo sul palco più prestigioso dell’editoria italiana ancora in preparazione, la vertigine ci fa confondere, quasi dubitare…
Poi 1, 2, 3, 4, 5 srotoliamo i pannelli pieni di luce del nostro allestimento e già tira un’aria nuova (grazie Valentino Maltese!); 1, 2, 3… fino a 24: i nostri libri prendono posto sul banco e sugli scaffali ed è come se fossero con noi gli autori e i preziosissimi collaboratori di Dalia. 


In otto metri quadrati c’è il lavoro degli ultimi tre anni e mezzo e i sogni degli ultimi  dieci, c’è tutto l’entusiasmo del presente e l’ambizioso, fiducioso slancio verso il futuro.
Lo stand è impeccabile: ci rappresenta perfettamente.


Quando finalmente si aprono le porte del 30° Salone Internazionale del Libro di Torino, possiamo tirare un sospiro di sollievo: il nostro lavoro è stato buono. Per cinque giorni l’attenzione del pubblico, di colleghi, amici, addetti ai lavori, i sorrisi e i tantissimi scatti alle nostre fantasiose creazioni ma soprattutto l’apprezzamento riservato ai libri, alle collane, ai multiformi progetti in continua evoluzione firmati Dalia edizioni accendono il nostro orgoglio e ci riempiono di nuovi entusiasmi.


Tra gli altri, la collana “Gli autorevoli”, splendidamente curata da Sara Trappetti e nostro piccolo orgoglio, fa bella mostra di sé con i suoi tre numeri (2 dei quali freschissimi di stampa!) che raccolgono l’interesse e i commenti positivi dei lettori più diversi. Grazie per questo anche a Francesca Secci, Sofia Gadici e Federica Gorgone, Eva Liberti e, naturalmente, alla prof.ssa Flavia Baldassarri dell’Università degli Studi di Perugia.

Nella conta del tanto di prezioso che un’esperienza come questa ti regala, ci sono i nuovi incontri che negli anni ci hanno permesso di crescere, capire, migliorare. Durante il Salone abbiamo trovato nuovi amici come Giovani Genitori, Top Service Tourist Services, Educazione Facile. Un saluto particolare a Eugenia e Filippo!


Già in preparazione del futuro, dedichiamo tutto il nostro amore letterario alle persone che ci hanno accompagnato fino a qui e che speriamo cammineranno ancora con noi.

A chi, a vario titolo, collabora con Dalia, mettendo a disposizione capacità ed entusiasmo:
Samantha Falciatori, Sara Trappetti, Alessandro Labianca, Ilaria Alleva, Claudia Alunni, Sebastiano Vida, Marco Tesoriero, Francesco Rizzo, Francesco Sarti, Fabio Castellani… we read you!

Ai nostri autori e illustratori:
Annalisa Basili, Antonietta Usardi, Eleonora Pellegrini, Paola Roela, Silvia Crisostomi, Alessandro Chiometti, Andrea Camic, Arnaldo Casali, Camillo Pennati, Daniel F. Pisanu, Francesco Santaniello, Germano Rubbi, Guerrino Giansanti, Marco Palladino, Pompeo De Angelis, Riccardo Cecchelin, Sergio Coppi, Tommy Piumani, Vincenzo Policreti…
Un grazie particolare a Valentino Maltese che, oltre ad essere l'illustratore della guida fantastica su Roma, ha tradotto in immagini le nostre idee per il Salone (logo  #ireadyou e scenografia)...

we read you!

Per il contributo in creatività e professionalità:
Arti Grafiche Celori, Alessandro Capati… we read you!

Grazie allo stand della Regione Umbria che, già prima dell'avventura di quest'anno, ci aveva permesso di portare i nostri libri a Torino per questo importante appuntamento... we read you!

Grazie alla FUIS - Federazione Unitaria Italiana Scrittori per la bella intervista!

 Special guests - i più fotografati allo stand Dalia per #SalTo30

E naturalmente GRAZIE al Salone Internazionale del libro di Torino, al Sindaco Chiara Appendino e al Presidente Massimo Bray che ci hanno fatto l'onore di una visita al nostro stand.


I READ YOU a tutti i nostri lettori!

 #SalTo30 #ireadyou
Ci vediamo per il n. 31!

giovedì 11 maggio 2017

"Ti leggo" is a declaration of love



“Ti leggo” è una dichiarazione d’amore (“I read you” is a declaration of love) 
Ma leggere è un dovere? No, è un piacere!



Dalia immagina un futuro in cui la lettura sia un piacere irrinunciabile e allora già da oggi, a pochi giorni da questo appuntamento così importante che è il Salone Internazionale del Libro di Torino #SalTo, prova giocosamente a ridisegnare l’orizzonte dentro cui si muovono concetti e idee associate ai libri e alla lettura. Se per esempio abbandonassimo l’imperativo “leggi!”, con tanto di affannante esclamazione per affidarci a un presente rilassato, denso di possibilità? Inventiamo così una nuova formula, qualcosa che sembra una dichiarazione d’amore: “Ti leggo”, “I read you”.



Ecco, potremmo immaginare che i lettori lo dicano così: “I read you” al libro che stanno scegliendo e con cui affronteranno un viaggio e a quello che leggeranno per l’ennesima volta perché ha ancora e sempre di nuovo qualcosa da dire; “I read you” all’autore di cui hanno letto già tutto ma dal quale aspettano con trepidazione l’ultima fatica; “I read you” anche all’editore di cui apprezzano idee, progetti e al libraio che fa con serietà e passione il suo lavoro; “I read you” al Salone Internazionale del Libro di Torino, a questo palcoscenico che mette al centro il libro con tutta la sua incommensurabile bellezza.



“I read you” dice un lettore all’altro lettore perché attraverso lo sguardo, i gesti, le espressioni sa leggere e far diventare suo il mondo dell’altro.

Buon 30° Salone Internazionale del Libro di Torino. Oltre i confini, sempre.

www.daliaedizioni.it
#SalTo30 #Ireadyou

lunedì 20 luglio 2015

Che baldoria queste “volpi”!



Che baldoria queste “volpi”!

#giornatemedioevali2015
… Dalia c’era



Poggio di Otricoli, arroccato sul suo colle, possiede una bellezza intatta, racchiusa nel giro di mura possenti. Tutt’intorno una campagna rigogliosa e dolcemente aspra, lambita dalla montagna ombrosa, tradisce il carattere dei suoi abitanti: accoglienti, fieri, generosi e indipendenti.
Al calar della sera, il castello si accende alla luce di centinaia di fiaccole e, dall’alto della torre alla sommità della rocca, sotto lo stendardo delle Vulpes, la voce potente del banditore annuncia ai visitatori che si sta per cominciare.
“Per tre giorni continovi li popoli de lo borgo, castello, contado et delle ubertose campagne de lo fiero Castrum Podii Medii se disfideranno ne li giochi et governeranno le taberne co lo santo boccale de madonna Filomena, per lo conforto de li voti stomaci et de le gole arse…”, per celebrare la liberazione dal vassallaggio alla potente Narnia, avvenuta nel secondo decennio del XVI secolo.
Et festa sia!
Danzano nel cuore del borgo, partorite da un medioevo favoloso, figure dalle gambe lunghe come di insetto, nella ruota di gonne arcobaleno; le loro voci allegre e stridule planano oltre il parapetto per sorvolare la vallata. Lontano, le grandi ali del gufo reale lambiscono il cielo, tagliano l’aria tiepida della sera del luglio inoltrato, quasi accarezzano, scendendo, le teste dei bambini accalcati per vedere, poi si chiudono sulle zampe che artigliano il braccio del falconiere che attende al centro della piazza.
Scherzano i giullari, improvvisando giochi in ogni angolo; sollevano i mangiafuoco ohoh! di meraviglia, ardono i grossi bracieri e si accedono i forni in cui saranno cucinate le pietanze della cena.
Musici percorrono le vie intonando canti medievali e l’allegria briosa dei versi del “Vinum bonum” viaggia per le strade e gli stretti saliscendi avvinghiandosi alle caviglie e istillando in tutti la voglia di ballare.
Gli artigiani cuciono, cuociono, arrotano, filano, impastano, gli arcieri si lanciano in cacce immaginarie, l’oste mesce il vino e i frati dispensano a fiumi la loro birra dorata.
La sdrolica legge le carte rivelando il futuro ma nessuno domani, al sorgere del sole, ricorderà i suoi vaticini.
La notte è lunga nel Castrum Podii Medii e fino all’alba, per le colline dolci e aspre e dentro il bosco fin sopra alla montagna, si odono canti, musica e risate, suono di tamburi e lo sbattere dei boccali colmi di vino della generosa madonna Filomena…
Tutto qui è allegria e meraviglia e, andando via, ci scopriremo a contare i giorni che ci separano dal nostro ritorno, ormai perdutamente innamorati del piccolo castello, con la sue torri e la bella rocca a guardia della valle, e dei suoi abitanti, le “vulpes”, artefici ingegnosi di questa straordinaria festa.